L'Azienda sorge a Vaiano, nella zona nord occidentale della regione dell'Umbria, sulle colline che dividono la valle del lago Trasimeno dalla Valdichiana. I vigneti si trovano in collina, a circa 320 m. s. l. m., affacciati sul piccolo lago di Chiusi.
Il terreno è di origine alluvionale, la fascia collinare dove sorge Vaiano si è creata a seguito degli ultimi movimenti orogenetici che hanno portato alla formazione degli Appennini. La terra è fertile, caratterizzata da una forte presenza di argilla e calcare ed è da sempre coltivata, grazie alla presenza di un grande lago (il Trasimeno) e di due piccoli (Chiusi e Montepulciano) che mitigano il clima, sia in estate che in inverno, dando vita ad un vero e proprio microclima.
Storia del territorio
La storia del territorio segue quella dell'Italia centrale, suddividendosi in diverse epoche che possono essere così riassunte: etrusco-romana, medioevo-rinascimento ed età moderna.
Epoca etrusco-romana
L'area collinare di Vaiano era in epoca etrusca posta sulla via di comunicazione che congiungeva l'importante città di Clevsin (Chiusi) con quella di Cortona. In particolare la vicinanza con la forte ed influente Clevsin (una delle città etrusche che facevano parte della dodecapoli) modellò lo sviluppo economico, sociale e culturale dei villaggi circostanti. La presenza degli etruschi a Vaiano è testimoniata dal ritrovamento di molte tombe e reperti risalenti a quell'epoca, tra cui anche molte anfore e terrecotte utilizzate nella produzione e conservazione del vino dagli etruschi.
Come raccontano infatti diversi autori latini (tra cui Catone, Varrone, Virgilio, Plinio il Vecchio e Columella) gli etruschi coltivavano la vite in maniera diversa rispetto ai greci, a tutore vivo o vite maritata, con i ceppi piantati cioè vicino ad un albero. Girando per le campagne di Vaiano e di tutta l'area limitrofa è ancora possibile vedere l'allevamento della vite secondo questa tecnica.
La coltivazione della vite nel vaianese è confermata anche da Plinio il Giovane il quale scrivendo della coltivazione dell'uva, afferma che essa era molto diffusa nell'area di Chiusi (e quindi in tutta l'area collinare ad essa limitrofa) dove aveva trovato un terreno ideale l'uva detta "Murgentina" o "Pompeiana" con queste parole:
XIV, 38
Municipii suam [uvam] Pompei
nomine appelant, quamvis Clusinis
copiosiorem.
La città di Pompei ha dato il nome ad una varietà
(d'uva) che ivi cresce, per quanto essa sia più
abbondante nel territorio di Chiusi.
Medioevo
L'età medievale è caratterizzata da una successione di domini sull'area di Vaiano che hanno seguito le vicende della macro-area dell'Italia centrale. La dominazione che lasciò i segni più tangibili nell'area del vaianese fu quella dei Longobardi i quali fondarono nel paese una curtis munita (una fattoria munita di fortificazioni) e introdussero il pagamento della terza. Questo tributo rimase in vigore per molto tempo nelle usanze dei contadini vaianesi fino a tutto il 1800 (alcuni la estinsero con atto notarile solo negli anni cinquanta del '900).
In seguito al declino dei longobardi il territorio vaianese fu attraversato da un periodo di forte instabilità durante il quale fu soggetto alle influenze che arrivavano da nord ed in particolare dalla Francia. Risale infatti all'inizio dell'anno mille la venerazione di sant'Egidio Abate (Saint Gilles, proveniente dalla valle del Rodano) nella chiesa di Vaiano, culto portato molto probabilmente dai pellegrini che attraversavano i territori limitrofi alla via franchigena che da Canterbury portava a Roma.
In seguito il territorio del "Chiugi Perugino" (così era chiamato il territorio dell'attuale Comune di Castiglione del Lago) trovò un periodo di prosperità con il Marchesato prima e poi con il Ducato dei Della Corgna, che si protrasse fino alla prima metà del 1600.
E' proprio in questo periodo che arriva nella zona del Trasimeno l'uva spagnola Garnacha (Grenache) attraverso la dominazione spagnola dell'Italia centrale e con la forte influenza sociale e politica esercitata dai reali iberici, testimoniata anche dal matrimonio tra il Duca del Chiugi Perugino Fulvio Della Corgna con la duchessa spagnola Eleonora De Mendoza. La duchessa De Mendoza fu protagonista di quello che oggi viene ricordato nella cittadina lacustre come "Il miracolo di San Domenico".
Età moderna e contemporanea
A seguito del declino del marchesato dei Della Corgna il territorio vaianese cadde sotto il dominio dello Stato Pontificio, pur rimanendo, fino al 1700 terreno di guerre e battaglie di confine tra lo Stato romano ed il Granducato di Toscana (la presenza delle torri di Beccati Questo e di Beccati Quest'altro è esemplificativa della situazione).
Con la discesa delle truppe di Napoleone, Vaiano divenne una Comune prima e un Comune appodiato poi, acquisendo una forte autonomia rispetto a Castiglione del Lago. Questo ha permesso uno sviluppo agricolo e commerciale importante, con la coltivazione della vite e dell'olivo che rivestivano un ruolo fondamentale nella produzione locale.
Il Comune di Vaiano venne annesso a quello di Castiglione del Lago nel 1865 e Vaiano da allora seguì il capoluogo nelle vicende storiche. Nell'agricoltura si è assistito alle trasformazioni che hanno segnato l'avvento delle rivoluzioni tecnologiche, soprattutto dopo la distruzione portata dalla seconde guerra mondiale, con una virata verso il settore cerealico.
La coltivazione della vite rimaneva presente nei piccoli appezzamenti dei contadini che producevano vino per la famiglia o per qualche piccolo commercio su damigiana, modus operandi utilizzato anche dalla famiglia Chiucchiurlotto fino alla riconversione dell'Azienda avvenuta nel 2003 con la nascita di Madrevite.